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    Chiacchiere di Carnevale, leggere e ricche di bolle

    La prima volta che assaggiai le chiacchiere di Carnevale, credevo fossero un dolcetto innovativo. Ero già grandicella, andavo alle elementari e ricordo come fosse ieri un’enorme ciotola di ceramica bianca, che di solito mia madre usava come fruttiera centrotavola, colma di ritagli di pasta spolverati di zucchero e a parte, in un piattino, gli stessi dolcetti rigirati nel miele, come fossero purciaddhuzzi, un dolcetto salentino tipico del periodo natalizio, non troppo dissimile dagli struffoli napoletani. Erano spesse e consistenti, per cui rimasi stupita ed estasiata quando, ad una festa a scuola,un mio compagno di classe passò tra i banchi, per offrire le chiacchiere fatte da sua madre: ritagli color oro,…